Questa “piccola Olanda”, apparentemente così distante dall’idea di modernità, è in realtà proiettata verso il futuro. Già, perché l’amministrazione comunale di Blufi ha deciso di accogliere la proposta di Enel X di fondare la prima Comunità Energetica Rinnovabile “intercomunale”, che coinvolgerà altri 5 Comuni delle Madonie: Bompietro, Castellana, Geraci, Petralia Soprana e Petralia Sottana. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono libere associazioni tra cittadini, piccole e medie imprese, enti pubblici, che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti per la produzione e l’autoconsumo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, ottenendo contemporaneamente benefici economici, ambientali e sociali. L’allargamento dei requisiti introdotti dal Decreto Legislativo 199/2021, che recepisce la Direttiva Europea RED II sulla promozione delle energie rinnovabili, consente ai piccoli Comuni di aggregarsi in Comunità Energetiche Rinnovabili “intercomunali”.
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Domande frequenti
Quindi rimane il beneficio: autoconsumo diretto: consumo evitato valorizzabile alla medesima tariffa di acquisto in base al fornitore (0,25 €kWh) cessione alla rete (RID-GSE): circa 0,15 €/kWh
A questo si aggiunge il contributo riconosciuto alla CER e ripartito tra gli aderenti a seconda dello statuto.

Gli impianti esistenti inoltre possono contribuire alla CER, ma limitati alla misura del 30% (per gli impianti realizzati prima del 15 dicembre 2021 decreto ( 199 del 2021)) dei della potenza installata e comunque sino alla potenza di 1 MW.
Di seguito un esempio di uso e scambio energia in comunità (FONTE ARERA):

NON è necessaria alcuna modifica e/o costo da parte dell’utente che manterrà il suo contratto. Saranno i distributori di energia ad accelerare il processo di sostituzione dei vecchi contatori per installare quelli intelligenti e consentire al GSE di fare conguagli più precisi.
Si ricorda che gli appartenenti alle CER NON devono cambiare il fornitore attuale di energia e che gli appartenenti possono avere fornitori differenti.
Si premette che l’esempio che segue è solo un esempio fatto in base a considerazioni comunque fortemente fondate: IL GSE trasmette un conguaglio semestrale del valore di 100. Il documento dovrebbe contenere un dettaglio del tipo:
Il POD numero 12345 ha contribuito per X in cessione e X in consumo
Il POD numero 45678 ha contribuito per X in cessione
Il POD numero 88749 ha contribuito per X in consumo
Quindi la CER potrebbe ripartire i contributi anche semplicemente in base a quanto sopra il 100 potrebbe essere diviso in base alle regole dello statuto.
Oppure
Ad esempio usare una percentuale del totale per andare a compensare un eventuale investitore terzo, ridurre il costo dell’energia alle colonnine etc. etc.
Il futuro dello scambio sul posto è molto in dubbio e già dal 2024 dovrebbe essere eliminato questo meccanismo di utilizzo dell'energia, potranno comunque usufruire poi del meccanismo di ritiro dedicato dell’energia da parte del GSE (come indicato nello stralcio di legge qui di seguito riportato. In ogni caso entrando nella CER come consumatori NON perderanno il contributo del conto energia.

Nasce così il concetto di ENERGIA CONDIVISA, che per definizione è: il minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati situati al di sotto della stessa cabina primaria.
Ciò significa che non è necessaria la realizzazione di reti private. In questo modo i membri della CER mantengono i propri diritti di cliente finale, possono continuare a scegliere il proprio fornitore e sono liberi di entrare o uscire liberamente dalla configurazione.
Gli incentivi valgono solamente per le CER che rispettano il limite di 1 MW per gli impianti, e il vincolo geografico della cabina primaria.